Tutte le news

26/04/2017
Gli sms dell'amante giustificano la separazione con addebito al marito
24/03/2017
Assicurazioni temporanee online: attenti alle truffe!
31/01/2017
Legge 104 - maggiori tutele ma attenzione agli abusi - Come e quando utilizzare i permessi dopo la Cassazione
06/12/2016
Legittimo l’accertamento dello stato di malattia del lavoratore effettuato con investigatore privato
12/10/2016
Abuso dei permessi legge 104: controlli investigativi e licenziamento
22/06/2016
Se un dipendente passa troppo tempo su Facebook durante l'orario di lavoro può essere licenziato
10/06/2016
Privacy e recupero crediti: il nuovo vademecum del Garante
11/01/2016
Lavoratore: legittimo il pedinamento con investigatore e gps
23/09/2015
Infedeltà: contro i tradimenti basta il detective senza testimoni.
21/02/2015
Cassazione: simulazione della malattia – licenziamento legittimo
18/11/2014
Cassazione: le prove raccolte da un investigatore privato sono valide in causa di separazione
26/04/2017
Gli sms dell'amante giustificano la separazione con addebito al marito

Altalex

La violazione dell’obbligo di fedeltà, desumibile da alcuni SMS amorosi pervenuti sul cellulare del marito, giustifica l’addebito quando si pone come causa della crisi coniugale (nel caso di specie, la scoperta della infedeltà era avvenuta nel 2007, cioè successivamente alla riconciliazione intervenuta nel 2002). A confermarlo è la corte di Cassazione con sentenza n. 5510 del 6 marzo 2017. Anzitutto, viene ribadito l’orientamento giurisprudenziale in base al quale la pronuncia di divorzio, operando ex nunc dal passaggio in giudicato, non comporta la cessazione della materia del contendere nel giudizio di separazione personale (o di modifica delle condizioni di separazione), ove esista un interesse di una parte all'operatività della pronuncia, con i conseguenti provvedimenti patrimoniali: l'obbligo di corresponsione dell'assegno di separazione trova infatti il proprio limite temporale nel passaggio in giudicato della sentenza di divorzio. Inoltre, si conferma il principio secondo cui, in tema di separazione personale dei coniugi, l'indagine sulla intollerabilità della convivenza e sulla sua addebitabilità - che è riservata al giudice del merito e, se sorretta da congrua e coerente motivazione, non è censurabile in sede di legittimità - non può basarsi sull'esame di singoli episodi di frattura o contrasto, ma deve derivare dalla valutazione globale dei reciproci comportamenti, quali emergono dal complesso delle emergenze processuali; con la conseguenza che la violazione del dovere di fedeltà non legittima, di per sé, la pronuncia di separazione con addebito al coniuge adultero, ma deve porsi in relazione causale con la rottura dell’unione matrimoniale. Il che è proprio quanto si è verificato, secondo i Giudici di merito, nella fattispecie in esame, nella quale la scoperta dei messaggi amorosi dell’amante del marito non ha affatto aggravato una crisi già in essere, ma si è posta come causa della crisi, essendo avvenuta successivamente alla riconciliazione tra i coniugi, avvenuta nel 2002.